Trovare la nicchia di mercato apre per ogni personal brand un mondo, fatto di opportunità e relazioni. È la connessione tra questi due elementi a favorire il coinvolgimento, la creazione di rapporti di fiducia e, quindi la vendita a un pubblico composto da persone e non da numeri.
Ecco perché preferisco associare la nicchia di mercato al concetto di target emotivo. Nel marketing si parla di segmenti di pubblico definendoli personas, target psicografico, cliente ideale, potenziale cliente. Tutte queste diciture possono disorientare e allontanare dal comprendere i requisiti che permettono a una nicchia di mercato di essere la scelta strategica più vantaggiosa per un personal brand.
Vorrei varcare con te questi confini e accompagnarti verso l’individuazione della nicchia giusta, partendo dalle persone e dai loro pensieri, ambizioni e desideri, espressi o inconsapevoli.
Partiamo?
Cosa sono le nicchie di mercato?
La nicchia di mercato è un segmento di pubblico composto da persone con bisogni e preferenze specifiche che lo distinguono da tutti gli altri segmenti.
Ti faccio un esempio. La nicchia fotografi di branding può essere suddivisa in fette ancora più piccole, composta da fotografi per personal brand femminili, fotografi per multinazionali, fotografi specializzati in shooting per i social media, fotografi per copywriter, e potremmo trovarne molti altri.
La diversificazione di competenze non è casuale, ma punta alla progettazione mirata per bisogni molto specifici. Offerte che “calzano a pennello” e che, proprio per questo, possono avere la chance di vincere su competitor forti ma generalisti (che parlano un po’ di tutto o si rivolgono a tutti).
In Italia, per esempio, sono circa 1 milione e 430 mila i liberi professionisti (dati 2020: IPSOA) e solo nel corso del 2021 sono state aperte circa 549,500 nuove partite iva, con un incremento del 18,2% rispetto all’anno precedente (fonte: mef.gov.it). Pensa se fossero tutti creativepreneur!
In una platea così numerosa, scegliere una nicchia di mercato è importante soprattutto per chi ha risorse limitate. Parlare a tutti, diventa solo un dispendio di energie, economiche e mentali. Concentrarsi su piccole nicchie aiuta, invece, a farsi largo nel mercato, e a diventare la scelta migliore, capace di rispondere a tutte le esigenze di un gruppo di persone.
In Caleidostrategy, il mio mentoring 1:1 sulla marca personale, trovare la nicchia è il secondo passo del percorso. Creare un’identikit emozionale del pubblico ti porterà a conquistarla e a posizionarti differenziandoti, ciò che più conta. Ma vediamo come fare.
Leggi anche: Brand positioning: distinguiti dai competitor con il quadrato semiotico.
Come trovare la nicchia di mercato giusta se sei un libero professionista
Da qualche anno lavoro a stretto contatto con i creativepreneur, aiutandoli a liberarsi dalle false convinzioni e dai pensieri limitanti che gravano come macigni sul proprio personal brand. Tra questi, c’è proprio la nicchia di mercato giusta.
Trovare il proprio mercato di nicchia li aiuta a conquistare leggerezza e creatività: una volta superato questo blocco sono pronti a fare scintille e a vivere appieno la propria indipendenza con il lavoro da freelance.
Un metodo che applico con tutti loro è la scoperta della nicchia tramite l’individuazione del target emotivo. Dimentichiamo spesso che le persone non sono una fredda anagrafica, che elenca data di nascita, residenza, stato civile e professione. Le persone sono un raccoglitore di emozioni, bisogni, stili di vita e di consumo, desideri da soddisfare in particolari momenti della vita.
Penso a una donna che organizza il matrimonio che pianifica da quando è bambina, a una designer che sta aprendo il suo primo ufficio in centro città, a un futuro papà che attende l’arrivo del suo primo figlio e vuole costruire una culla personalizzata.
Come professionisti, creare un legame emotivo con ognuno di loro è possibile solo conoscendoli a fondo e mettendoci a nudo, a nostra volta. Nella costruzione del personal brand, per esempio, raccontare la nostra storia personale ha un ruolo significativo: il cliente sceglie il professionista con un conflitto simile a quello che lui stesso ha vissuto. Questa connessione esperienziale crea un legame forte, stipulato sul piano della fiducia, che durerà nel tempo.
Il target emotivo è lo strumento di immedesimazione che ci aiuta in tutto questo processo. L’ideatrice del concetto è Deda Fiorini, che nel suo libro Storytelling, Design Thinking, Copywriting spiega:
“Il target emotivo è ciò che prova e pensa il tuo potenziale cliente. Sono le sue ambizioni, i desideri, i dettagli della sua vita quotidiana. Per riuscire a individuarlo bisogna immedesimarsi profondamente”.
Il primo passo per farlo è porsi delle domande, tante, per individuare il trigger emotivo (o più di uno) e l’immagine di sé che vuole dare agli altri. È attorno a queste specifiche che dobbiamo costruire la nostra nicchia.
Una volta definito l’identikit della nicchia, il passo successivo è capire i fattori emotivi che la spingeranno a interessarsi al nostro prodotto o servizio. Ed è qui che entra di nuovo in gioco il branding. Facendo un match tra la spinta emotiva e l’offerta valoriale della nostra marca, non solo troveremo la nicchia giusta, ma anche i ganci emotivi sui cui basare la comunicazione e differenziarci dai competitor.
Esempio di nicchia di mercato per liberi professionisti

Per portarti degli esempi di nicchia di mercato in cui potresti posizionarti, ti racconto le storie di tre libere professioniste con cui ho collaborato negli anni. Ma prima di addentrarci negli esempi, facciamo un piccolo recap.
Ti accennavo che ogni nicchia può avere al suo interno tanti spicchi e ognuno di questi, a sua volta, può essere abbinato a un freelance diverso.
Un cliente sceglie un professionista in base a due fattori: il feeling con la sua storia e il suo modo di essere, la rispondenza della sua offerta ai suoi bisogni. Assembliamo ora tutti i pezzi che abbiamo trovato in questo percorso. Da un lato, abbiamo un personal brand forte, un’offerta mirata, un insieme di valori dichiarati. Dall’altro una nicchia con ambizioni, desideri, sensazioni, rispetto alla sua vita personale o professionale.
Ora è arrivato il momento di creare la connessione emotiva tra i due poli, l’immedesimazione, come scrive Deda Fiorini. E voglio spiegartela con i tre esempi di creativepreneur che hanno trovato la loro nicchia di mercato grazie a questo processo.
Nicchia: visual strategist per artigiani
Raccontare il valore del proprio brand non è un gioco da ragazzi, farlo con la fotografia ancor meno. In Italia ci sono più di 1 milione e 500 mila artigiani, ognuno con una storia, uno stile, una missione creata con le proprie mani. E più di 800 mila microimprese, tante a conduzione familiare, che contendono il proprio posto nel mercato con le multinazionali.
Molte di queste realtà non conoscono la narrazione visiva o non sanno come applicarla nell’ambito di una comunicazione che va veloce, soprattutto nel digitale.
La missione di Melissa Cecchini, fotografa di branding, è diventata quella di aiutare questa nicchia a scoprire le sfumature dell’essere umani e a esprimere il proprio potenziale, cambiando il mondo attraverso la bellezza.
Melissa oggi lavora a fianco di artigiani e designer che hanno un legame viscerale con il proprio lavoro. Si focalizza soprattutto sulla valorizzazione del prodotto, con uno stile minimal e anticonvenzionale, con lo scopo di “elevare” i piccoli brand e portare nella loro estetica la sua esperienza d’agenzia al fianco di grandi marchi.
Tra i suoi progetti c’è Flow: ogni mese realizza un ritratto gratuito a un’artigiana, di cui racconta il legame profondo e immersivo con la propria “materia”, che sia ceramica, pelle, tessuto oppure gioielli o capi da indossare.
Leggi di più sulla strategia di Melissa Cecchini.
Nicchia: cerca regali per chi non ha tempo o idee
Compleanni, nascite, pensionamenti, Natale. Sono tutte ricorrenze accomunate da un dono: i regali. C’è chi ama farli, chi è bravissimo a sbagliarli tutti, chi non sa dove iniziare e alla fine regala qualche soldino, e chi si rifugia nei buoni Amazon perché non ha tempo.
È proprio qui che si innesta la storia di Arianna Suvi Nigro, una tra le pochissime Gift Planner in Italia. Le sue origini nella terra di Babbo Natale l’hanno condotta in questa nicchia, un po’ magica, dove regnano la felicità e la condivisione di bei ricordi.
Per ogni persona alla ricerca di un regalo, Arianna ha creato un servizio gift-solving, portando con sé la tradizione finlandese dei regali (in Finlandia quello dei regali è un affare di famiglia). Oggi affianca aziende, futuri genitori, amici, fidanzati nel trovare il dono perfetto, proprio come farebbero i laboriosi elfi di Babbo Natale.
Leggi di più sulla storia di Arianna Suvi Nigro.
Le storie di Melissa e Arianna dimostrano come trovare la propria nicchia di mercato sia il fattore differenziante rispetto a tanti e tante freelance, con competenze simili alle loro. La connessione che si crea con il target emotivo è un pezzetto nel business che non va mai sottovalutato; anzi, può donarci un posizionamento solido e fiorente nel tempo.

Hai capito che è arrivato il momento di trovare anche la nicchia giusta per te? Scopri il mentoring Personal Aura per costruire le basi strategiche, grazie a cui distinguerti nel mercato, partendo da chi sei. Definiremo l’identikit dei tuoi clienti ideali, li conosceremo e intrecceremo i loro bisogni con le tue storie, per identificare il target emotivo verso cui dirigere il tuo business.


