Naming attività: questione di testa o di pancia?

BIG BANG TEAM

Mirco Trevisan e Mattia Scaggiante

Mirco è un attore professionista che vivrebbe con una colonna sonora da action movie in sottofondo, appassionato di montagna e fan di Bilbo Beggins. 

Mattia ha un amore sconfinato per il cibo, ama disegnare e porta nel cuore il suo viaggio come volontario presso il Dynamo Camp.

Due identità, due artisti, ma un tutt’uno esplosivo quando si tratta di mettersi in gioco.

Ideatori del progetto “Guida Intergalattica per Clown”, grazie al successo dei loro laboratori, sono arrivati a presentarsi in contesti aziendali con il ruolo di co-facilitatori. 

I percorsi di Mirco e Mattia puntano a rompere le dinamiche di gruppo e ricrearne di nuove e più armoniose, attraverso attività ludiche o di matrice teatrale. 

Con loro il tempo vola e ci si diverte davvero, ma soprattutto hanno un metodo che funziona!

Quando hanno deciso di lanciarsi nel contesto delle piccole aziende, hanno capito di doversi posizionare in modo chiaro agli occhi di titolari e datori di lavoro, il loro nuovo target di riferimento.

Mirco e Mattia avevano molto chiaro in mente quali erano gli elementi di unicità del loro progetto e i loro valori “guida” e sono arrivati da me con una richiesta molto precisa:

Siamo alla ricerca del nome per il nostro nuovo progetto di co-facilitazione aziendale, attraverso il gioco.” 

Non restava che unire tutti i puntini per creare un naming creativo capace di comunicare il loro progetto: un nome che potesse dar loro anche una linea guida grafica e un complessivo senso di coerenza.
Ahimè! La sfida in questo caso era riuscire a “disciplinare la loro creatività” per parlare a un target aziendale abituato a ricercare il vantaggio pratico e la concretezza.

Insomma, dovevamo fare i conti con il mercato, senza snaturare la loro personalità frizzante. 

Come racchiudere in nome il loro intero mondo?

Il progetto di Mirco e Mattia contiene molti elementi, così ho chiesto loro di scegliere una sola qualità prioritaria che dovesse necessariamente rientrare nel naming

Un nome è qualcosa di molto piccolo che deve calzare a pennello e, oltre alle considerazioni tecniche, anche il gusto personale rientra nella scelta. Per questa ragione la progettazione è particolarmente complessa. 

Ma il nodo centrale, che non poteva mancare, era la forza di Mirco e Mattia proprio in quanto duo, IL VALORE DELLA COLLABORAZIONE e del “gioco” di squadra. 

“Le persone raramente raggiungono il successo...
...a meno che non si divertano nel fare quello che stanno facendo.”

dale carnegie

La mission diMirco e Mattia

Il gioco è una cosa seria. 

“Nelle nostre scuole, generalmente parlando, si ride troppo poco.
L’idea che 
l’educazione della mente debba essere una cosa tetra è tra le più difficili da combattere.”
Gianni Rodari, La Grammatica della Fantasia.

Questa frase si potrebbe benissimo estendere agli ambienti di lavoro, in cui l’ossessione per la performance fa passare in secondo piano le necessità del gruppo e la felicità dei singoli. Da questa riflessione, nasce la loro mission:

“Il gioco come strumento di crescita individuale e professionale
+ COLLABORAZIONE
– COMPETIZIONE”

Ma anche…

“…è possibile, creando uno spazio privo di giudizio, far uscire le idee, intuizioni, emozioni, punti di vista in maniera fluida, pertinente e costruttiva.”

Per raccontare le radici valoriali di questo progetto vale la pena di riportare anche ciò che è scaturito dal questionario di approfondimento “Riflessi” che Mirco e Mattia hanno compilato in fase di brainstorming.

Lascia la tua testa tra le nuvole, ma tieni i piedi ben piantati a terra.

Facciamo le cose seriamente senza prenderci troppo sul serio.

Wow = mettere il piacere/lo stupore nelle cose che fai, supportare gli altri, costruire relazioni positive/costruttive.

Incoraggia anziché criticare!

Sosteniamo un lavoro basato sull’inclusività ritenendo che le differenze sono un valore non una penalità.”

Cambiare le regoledel gioco

Andando a fondo nel lavoro di ricerca e studio del progetto, ho notato delle costanti nel loro metodo

  • Sapevano spingere le persone fuori dalla loro zona di comfort, portandole tutte sullo stesso livello, a prescindere dai gradi o ruoli aziendali.
  • Sapevano rompere gli schemi, far venire a galla i conflitti, stimolare l’immedesimazione e ricreare un nuovo assetto più armonioso all’interno del team.
  • Come in ogni gioco, poi, sapevano dare regole all’interno delle quali sperimentare.

La formula vincente di Mattia e Mirco, (loro preferirebbero dire “ricetta”) si può riassumere così: 

Cambiare prospettiva, per trovare una nuova forma collettiva.

I loro strumenti poi sono molteplici: il gioco di ruolo, gli stilemi della commedia dell’arte, la loro esperienza come clown, la capacità di trasformare qualsiasi oggetto in uno pretesto narrativo: come un capello che, una volta sulla testa, trasforma chiunque nel personaggio di una storia. 

“Noi usiamo tantissime regole e strutture, ma chiediamo ai partecipanti di abitarle come vogliono, creando così un ecosistema vario e sempre sorprendente e inaspettato anche per noi. Poi come dei giardinieri, ce ne prendiamo cura e gli aiutiamo a dargli una forma collettiva.”

A partire da questi spunti ho elaborato tre proposte con relativi payoff.

Il risultato scelto dai ragazzi è stato, con qualche minima modifica rispetto alla proposta:

BIG BANG TEAM
Team building per imprese in espansione.

La scelta non è stata facile. 
Eppure, più ne parlavano con potenziali clienti e amici, più questa pareva essere la soluzione giusta.

“È perfetto, parla di voi!” diceva il loro target.

Perché hanno scelto Big Bang Team alla fine?

  • Perché la parola team parla di una pluralità che è centrale per loro, ma parla anche alle aziende.
  • Perché Mirco e Mattia sono esplosivi.
  • Perché Big Bang non è caos, ma il principio di un ordine.
  • Perché la parola “espansione” comunica un vantaggio chiaro.
  • Perché crea un fil rouge “cosmico” con il loro primo progetto “Guida Galattica per Clown”.

“C’è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri.”

Bruno Munari

“ALL’INIZIO DEL PERCORSO CI SENTIVAMO SPERDUTI COME CERBIATTI IN AUTOSTRADA. GLI INGREDIENTI LI ABBIAMO PORTATI NOI, MA LIVIA È STATA BRAVISSIMA A DAR LORO UN NUOVO ACCOSTAMENTO, IN UNA MANIERA CHE A NOI ANCORA SFUGGIVA. CI È PIACIUTO MOLTO L’IMPIATTAMENTO, CON UN GUSTO SOPRAFFINO DI ACCOSTAMENTI E CROMIE. LA CUCINA È STATA PAZIENTE E DISPONIBILE ALLE NOSTRE CONTINUE MODIFICHE AI PIATTI. OTTIMO L’ACCOMPAGNAMENTO AL NAMING CON DEI PAYOFF DA LECCARSI I BAFFI!”

Che dire?

Non posso che essere pienamente soddisfatta del risultato ottenuto, soprattutto leggendo quello che loro stessi hanno scritto in merito. Sapevo che non sarebbe stato facile, ma a vedere il naming scelto mi convinco sempre più che…
…non si sarebbero potuti definire in modo più azzeccato!

Anche tu hai nel cassetto un sogno ambizioso che aspetta solo di essere portato alla luce?

Magari ti senti bloccatǝ nel lanciarlo e comunicarlo al mondo intero perché non hai ancora deciso come definirlo?

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